Eurosets presenta una tecnologia innovativa per il trattamento dell’insufficienza respiratoria cronica - Alberto Nicolini Group
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Eurosets presenta una tecnologia innovativa per il trattamento dell’insufficienza respiratoria cronica

Eurosets presenta una tecnologia innovativa per il trattamento dell’insufficienza respiratoria cronica

Insufficienza respiratoria cronica: gli esperti a confronto sulle patologie che affliggono polmoni e bronchi
Tra le patologie più diffuse, la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva colpisce 5mln di italiani: l’OMS prevede che nel 2030 diventerà la terza causa di mortalità a livello mondiale

Faenza (RA), novembre 2019 – L’insufficienza respiratoria cronica ostruttiva BPCO(Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) rappresenta un problema sanitario crescente a livello mondiale, dimostrato da numerosi studi epidemiologici. Negli ultimi anni la ricerca sta facendo enormi progressi nell’elaborazione di dispositivi per proporre approcci terapeutici d’avanguardia, tra cui CO2Reset, dispositivo progettato da Eurosets, azienda specializzata nel settore biomedicale che fa parte di GVM Care & Research.

La BPCO è una patologia polmonare cronica delle vie aeree e del tessuto polmonare, che si caratterizza per una ostruzione irreversibile dei bronchi con conseguente limitazione del flusso aereo, progressiva e degenerativa che può diventare invalidante. Viene chiamata anche bronchite cronica o enfisema polmonare, che sono due aspetti con cui la malattia stessa si può manifestare.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) prevede che la BPCO diventerà entro il 2030 la terza causa di mortalità a livello mondiale e che nel 2020 la disabilità BPCO-correlata passi dal nono al quinto posto in termini di DALYs (Disability-adjusted life years). In Italia i pazienti con BPCO sono circa 5 milioni e nei soggetti sopra i 55 anni la prevalenza è del 15% (circa 7,5 milioni di persone). Circa 17mila persone muoiono ogni anno di BPCO, responsabile del 50% dei decessi per cause respiratorie, nonché rappresenta la settima causa di ospedalizzazione nel Paese.

“Il fattore di rischio più significativo che porta allo sviluppo della BPCO è il fumo di sigaretta – spiega il dott. Roberto Rondinini, direttore del dipartimento di Pneumologia a San Pier Damiano Hospital di Faenza, struttura Ospedaliera Polispecialistica di GVM Care & Research accreditata con il SSN –. L’inalazione prolungata causa un’infiammazione cronica delle vie aeree e del tessuto polmonare che provoca l’ostruzione dei bronchi e una produzione eccessiva di muco, facilitando lo sviluppo di infezioni delle vie aeree (bronchite), la dilatazione innaturale dei bronchi (bronchiectasia), la distensione degli alveoli e la perdita di elasticità del tessuto polmonare (enfisema).”

Altri fattori che possono condurre alla malattia sono: l’inquinamento atmosferico da combustibili e da inquinanti industriali, la prolungata esposizione a certi tipi di polveri e sostanze chimiche e la presenza di una malattia genetica conosciuta come deficit di alfa-1-antitripsina.

Le manifestazioni principali della BPCO sono la tosse, presenza di catarro e muco persistenti per più mesi consecutivi e spesso anche difficoltà respiratoria (tipico è il respiro sibilante). Si possono manifestare anche infezioni croniche dell’apparato respiratorio.

Per la diagnosi, gli esperti si avvalgono della spirometria che misura la capacità polmonare e l’eventuale presenza di un’ostruzione delle vie aeree. Altri esami che possono essere prescritti sono la radiografia o la TAC ai polmoni e l’emogasanalisi arteriosa sistemica (prelievo del sangue che valuta la possibile carenza di ossigenazione e l’accumulo di anidride carbonica, tipici della cronicizzazione della patologia).

Tuttavia, la BPCO è ancora poco conosciuta e sotto-diagnosticata e, quindi, non adeguatamente trattata. Negli ultimi anni sono emersi nuovi approcci e percorsi terapeutici per i pazienti affetti da BPCO. Nell’ambito del ricovero ospedaliero è di particolare interesse la rimozione extracorporea di CO2 (ECCO2R) associata alla ventilazione meccanica non invasiva che riduce le complicanze delle metodiche invasive mediante intubazione tracheale e sedazione profonda.

Tra questi, uno degli ultimi e innovativi dispositivi per ECCO2R è il CO2Reset progettato da Eurosets, ideato per trattare pazienti affetti da insufficienza respiratoria ipercapnica secondaria a BPCO e a Sindrome da Stress Respiratorio Acuto (ARDS) laddove la respirazione spontanea risulti inadeguata.

CO2Reset è un dispositivo con un monitoraggio costante durante la ventilazione meccanica, in grado di risolvere lo stato di acidosi in cui si trova il paziente (condizione che si riscontra con un’aumentata concentrazione di anidride carbonica nel sangue) eliminando la CO2 grazie ad un ossigenatore a membrana dedicato, definito Membrane Lung (polmone membrana). La quantità di anidride carbonica rimossa viene indicate da un display in tempo reale. In questo modo è possibile ideare strategie di protezione polmonare sulla base di quanta CO2 è stata eliminata grazie al dispositivo.

Grazie al dispositivo CO2Reset è possibile ridurre i danni derivati dalla ventilazione meccanica consentendo di mettere parzialmente a riposo il polmone del paziente.

Presso San Pier Damiano Hospitalvenerdì 22 novembre si svolgerà un corso ECM di aggiornamento, dal titolo Update 2019 Il paziente BPCO gravemente ipercapnico: fisiopatologia, trattamento e supporti tecnologici, rivolto agli specialisti nelle cure delle malattie respiratorie, con lo scopo di richiamare la fisiopatologia della sindrome BPCO, le sue cause e, soprattutto, di presentare le ultime terapie e trattamenti.

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Sorgente: Distretto.it

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